Pagella elettronica: perché non piace alle famiglie?

La pagella elettronica non piace affatto ai genitori.
Il malcontento corre sul filo degli ultimi messaggi di fine anno scolastico nei gruppi Whatsapp organizzati dai genitori.

Genitori social, genitori su Whatsapp, su Wikipedia, genitori multitasking.
Il ruolo della madre e del padre di scolari e studenti si fa via via sempre più complesso. Per chi ha familiarità con pc, social e web non è però impossibile stare quanto meno sul pezzo, complici strumenti tecnologici a supporto della didattica.

 

Immagine proveniente dal sito https://vittcaltabiano.files.wordpress.com/2010/01/vittorio-pagella-3-elementare-retro.jpg
La vecchia pagella scolastica scritta a mano con timbro e firma.

Per capire come mai, nonostante ciò, la pagella dematerializzata non piace alle famiglie basta osservare le vecchie pagelle di un tempo.

La pagella elettronica rientra nel contesto della introduzione di processi che tendono a migliorare le procedure con l’obiettivo della razionalità e dell’efficienza.

Tale processo peraltro è ancora incompiuto. Il “Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, universita’ e ricerca”, che doveva seguire l’introduzione del Registro Elettronico in via facoltativa, avvenuta nel 2012, non è ancora partito.
Una interrogazione parlamentare ha anche sollevato dubbi circa la validità giuridica di tali documenti se manca la firma, digitale po meno, dei docenti https://www.anquap.it/categorie03.asp?id=3411

Sul sito web o sull’app per smartphone confluiscono tutti i dati d’interesse per le famiglie: il registro elettronico, con compiti, assenze, ritardi, note disciplinari, compiti assegnati, orario scolastico, i voti di scrutinio, gli orari di ricevimento, fino alla pagella di fine anno con la possibilità di visualizzare i voti e ufficializzare la presa visione, senza neanche il bisogno, per i genitori di recarsi a scuola nel mese di giugno per il ritiro del responso.

Tutto molto efficiente, veloce, al passo con i tempi, ma la pagella elettronica proprio no. Quella non piace alle famiglie. Perché?

D’altronde il file .pdf consente di stampare a proprio piacimento il foglio con i voti, sulla carta che si preferisce, con una grammatura più o meno importante e sull’app si ha memoria, negli anni, dello storico dei voti. E’ comodo. Tutte le informazioni sono a portata di mano, in qualsiasi momento. Almeno dovrebbe essere così, nel caso di mio figlio il registro elettronico mancava di molte informazioni, come ad esempio l’orario scolastico.

Pagella elettronica si scarica online
La pagella si scarica con un click

Per capire come mai la vecchia cara pagella sia rimasta nel cuore e nell’immaginario delle famiglie, basta osservare una di quelle vecchie pagelle di una volta. La pagella, che fosse portatrice di buoni o cattivi voti, era un documento che aveva i crismi della ufficialità. Era vergata a mano dalla perfetta grafia dell’insegnante su un pesante cartoncino. Era come una sorta di mini diploma che sanciva la fine dell’anno scolastico con il suo verdetto inesorabile, con tanto di timbro e firma a mano.

Il genitore si recava a casa in una certa data, tornava e portava dentro casa con un documento che conteneva il verdetto circa il profitto del figlio in quell’anno. Nessuno prima di quella fatidica data era a conoscenza dei voti.

Con la pagella elettronica vengono meno una per una tutte queste caratteristiche. Non c’è l’effetto sorpresa. Il genitore apre l’app, magari in una pausa di lavoro o in tarda serata mentre tutti dormono, e dopo ore, magari la mattina dopo, comunica l’esito a voce, ad esempio edulcorando o rincarando la dose rispetto ad una brutta pagella, oppure tira fuori uno smartphone o un tablet.

Per non parlare del giudizio testuale. Ho scoperto in questi giorni di fine anno scolastico che il giudizio testuale che accompagna i voti non è altro che una traduzione in parole dell’andamento dei voti tra primo e secondo quadrimestre. Il giudizio in altre parole è automaticamente stilato con un algoritmo e solo in alcuni casi gli insegnanti decidono di modificarlo aggiungendo farina del proprio sacco, per usare una espressione a loro cara ai miei tempi. Qualcosa di aberrante.

La scuola di mio figlio Matteo, terza elementare, ha inaugurato quest’anno l’abolizione della pagella cartacea per chi avesse già visionato i voti online. Ed era la stragrande maggioranza delle famiglie. Da parte mia, inizialmente, c’è stata la tentazione di trattare con sufficienza l’atteggiamento ostile dei genitori, andati su tutte le furie quando si è capito che non sarebbe stato consegnato il documento cartaceo. Riflettendoci bene però, non mi sento di dare loro torto. Se proprio occorre continuare con quella che definirei ossessione per la valutazione, allora quanto meno traduciamo in un documento cartaceo l’esito del lavoro fatto durante l’anno e dell’impegno profuso durante l’anno. Magari fatecelo pagare quel pezzo di carta, ma stampatelo. Su una bella carta. Pesante. Senza svilire il giudizio sul lavoro dei nostri figli alla stregua di un videogioco o un post sui social.

Si potrebbe pensare ad una dipendenza dai dispositivi elettronici da parte dei nostri ragazzi, ma i dati dicono che loro amano la carta più di noi. Sono loro a tenere a galla i dati di vendita delle nostre librerie dalla crisi profonda della lettura cartacea. In Italia si legge di più, ma noi adulti leggiamo altro, essenzialmente per via della moda dei social.

Un invito allora: diamoglielo quel pezzo di carta!

 

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